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Terzo settore

Verso “COP 26”

Felice Scalvini

Il Climate Action Summit 2019 si sta concludendo con grande risonanaza mediatica. Greta Thumberg, col suo accorato appello, ha segnato l’evento, anche più degli interventi e prese di posizione dei numerosi capi di stato e di governo presenti. Riscaldamento globale, deforestazione, inaridimento, migrazioni ambientali: le trasformazioni del pianeta stanno subendo un’accelerazione che non ha avuto precedenti nel corso della storia. Ciò che turba è la difficile reversibilità dei processi in atto. Al termine di una guerra, anche la più devastante, il raggiungimento della pace offre la possibilità immediata dell’avvio della ricostruzione. Nel caso dei cambiamenti climatici, anche le iniziative più impattanti, anche un eventuale – e per ora impossibile – abbandono totale dei combustibili fossili produrrà effetti solamente tra alcuni decenni.

 

Nel frattempo? Nel frattempo appare sempre più decisivo il ruolo che i soggetti attivi della società civile possono giocare per orientare e accelerare, per quanto possibile, la curva di rientro verso un accettabile equilibrio globale. Un equilibrio che, traendo spunto dalla dimensione ambientale-fisica, sappia rigenerarsi e progredire anche sul fronte economico e sociale. A queste diverse dimensioni fanno riferimento gli SDG (Sustaineble Developement Goals), gli Obiettivi 2030 per lo sviluppo sostenibile approvati dalle Nazioni Unite ai quali si aggiunge il richiamo costante e accorato di Papa Francesco. È questa l’unica, vera possibilità per immaginare assestamenti non distruttivi che non comportino prezzi drammatici da pagare per le future generazioni.

 

La partita del cambiamento vede dunque in campo diversi soggetti. Innanzitutto le persone i cui comportamenti individuali, ma anche, ed in misura non inferiore, gli orientamenti e le scelte politiche, influenzeranno la direzione globale del cambiamento. Poi gli stati e i loro governanti, chiamati a scelte e soprattutto ad accordi che mai, come in questo momento, appaiono ad un tempo necessari, ma purtroppo improbabili a causa del solipsismo sovranista che sta caratterizzando alcuni dei principali paesi, a cominciare dagli Stati Uniti. Ed ancora i soggetti dell’economia, dove pure si sviluppano dinamiche diacroniche, con l’estendersi di monopoli transnazionali, l’accrescimento perdurante della finanziarizzazione e la tendenza allo sfruttamento ambientale dissennato, ma anche lo sviluppo dell’economia green e i proclami dei manager di punta delle grandi companies americane circa il riorientamento in chiave ambientale e sociale degli obiettivi d’impresa.

 

Per l’azione delle ONG e degli Enti Terzo Settore si aprono dunque spazi d’azione complessi, ma amplissimi, affascinanti e soprattutto determinanti per contribuire al cambiamento globale di paradigmi esistenziali, ecomomici e politici. Chi infatti più e meglio di loro può agire sui diversi fronti. Quello della pedagogia sociale, per orientare comportamenti individuali e collettivi virtuosi, attraverso esperienze e pratiche di responsabilizzazione e condivisione. Quello della azione politica, aggregando persone intorno ad idee-guida e attività di advocacy in grado di influire sulle scelte degli stati. Quello dell’economia, dando sempre più consistenza all’imprenditoria sociale e cooperativa, affinché diventi un sempre più rilevante polo di economia al servizio dell’uomo e del suo ambiente. Quello della cultura e delle azioni di solidarietà, lavorando su scala locale e globale per ridurre le disuguaglianze e offrie a tutti pari opportunità di realizzazione personale.

 

Una sfida immensa, ma entusiasmante e possibile.

 

“COP 26”, la ventiseiesima Conferenza mondiale sul clima, prevista per il 2020, si svolgerà in Inghilterra, ma, per un accordo raggiunto nell’estate, la fase preparatoria si svolgerà tutta nel nostro paese e prevederà, accanto alla attività di negoziazione tra i governi, la “Youth Cop – conferenza mondiale dei giovani impegnati nell’ambiente”. Quale occasione migliore per il Terzo settore italiano per mettersi subito in azione e diventare, con le sue specificità, protagonista di questa iniziativa?

 

Felice Scalvini

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