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Terzo settore

Un manifesto europeo per la filantropia

Felice Scalvini

Le elezioni europee si avvicinano e molti soggetti si stanno mobilitando per interloquire con le diverse forze politiche e sollecitarne l’attenzione. Tra questi sono scesi in campo anche le fondazioni e gli enti filantropici.
La filantropia istituzionale in Europa conta più di 148.000 fra enti donatori e fondazioni, con stanziamenti annuali superiori ai 50 miliardi di euro e un patrimonio complessivo superiore ai 400 miliardi di euro. Oltre a erogazioni e investimenti, queste organizzazioni dispongono di un considerevole bagaglio di esperienze, competenze approfondite e una rete eccellente di soggetti attivi in diversi campi.

 

La filantropia ha però bisogno di politiche e di un sistema di norme che le permetta di esprimere tutto il suo potenziale. Mentre oggi la regolamentazione e l’attuale clima politico rendono sempre più difficili le attività – al punto che gli attori filantropici non usufruiscono ancora a pieno della libertà del mercato unico dell’Unione Europea in termini di riconoscimento di personalità giuridica, trasferimenti di sede, fusioni transfrontaliere, libera circolazione di fondi per scopi caritatevoli e trattamento fiscale non discriminatorio –
DAFNE e EFC, le due organizzazioni che a livello europeo riuniscono il mondo degli enti filantropici, si sono mobilitate ed hanno lanciato una campagna alla quale hanno immediatamente dato una convinta e totale adesione ACRI e ASSIFERO, le due associazioni italiane di rappresentanza.

 

Il “Manifesto della Filantropia – Per un Europa migliore” è un invito ai politici in Europa a lavorare per un mercato unico della filantropia che includa un suo maggiore riconoscimento nell’attività legislativa dell’Ue e dei vari Stati membri, supporti la cooperazione fra organizzazioni filantropiche in tutta Europa, diminuisca le barriere presenti e sappia potenziare l’impatto delle risorse stanziate da enti donatori e fondazioni per il bene pubblico.

 

Il Manifesto si articola in quattro raccomandazioni chiave:

 

1. Riconoscere la filantropia istituzionale e coinvolgerla nelle decisioni
La filantropia e la sua importanza devono essere meglio riconosciute nei trattati europei e dai decisori politici per permettere ai soggetti che la attuano di esprimerne tutto il potenziale per le nostre società democratiche. La politica dovrebbe attivarsi per proteggere il settore e promuoverne l’importante ruolo, nonché considerarla una risorsa da consultare e con la quale confrontarsi nell’attività legislativa.

 

2. Facilitare la filantropia transfrontaliera
Le leggi nazionali e le politiche a livello europeo dovrebbero facilitare la filantropia transfrontaliera e, in linea con i diritti fondamentali dell’Unione Europea, permettere il mutuo riconoscimento della personalità giuridica, consentire fusioni transfrontaliere e lo spostamento di sede. I politici dovrebbero impegnarsi per lo sviluppo di un quadro legale sovranazionale per la filantropia organizzata.

 

3. Semplificare la legislazione per potenziare l’efficacia delle risorse stanziate
La filantropia a livello europeo potrebbe essere più efficace se godesse di un generale e migliore ambiente in cui operare e migliori meccanismi di protezione. Le leggi nazionali e le politiche a livello europeo dovrebbero facilitare la filantropia ed essere in linea con i diritti fondamentali ed i valori dell’Ue e il Trattato delle Libertà. Il settore della filantropia deve continuare ad avere accesso ai servizi finanziari e a transazioni transfrontaliere sicure per svolgere il proprio lavoro. Ed è necessario un accordo più giusto sull’IVA per le organizzazioni filantropiche.

 

4. Prevedere risorse e strumenti finanziari dedicati per promuovere e sostenere l’attività delle istituzioni filantropiche
L’Ue potrebbe influenzare l’impatto delle risorse private stanziate per la pubblica utilità introducendo strumenti finanziari che agiscano come catalizzatore per co-finanziamenti con la filantropia, stimolando le istituzioni filantropiche a investire congiuntamente nel settore e riducendo i rischi connessi ai Mission Related Investments.
Nel prossimo budget per il 2021/27, l’Ue deve assicurare che siano disponibili delle risorse per le organizzazioni di società civile per sviluppare progetti di medio-lungo periodo orientati a promuovere i diritti fondamentali, lo stato di diritto e la democrazia.

 

Felice Scalvini

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