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Terzo settore

Terzo settore: stato dell’arte e nuove prospettive

Giovanni Giudetti

I recenti sviluppi e cambiamenti istituzionali e politici, non soltanto in Italia, ma anche nel panorama dell’Unione europea, gradualmente modificano l’organigramma degli incarichi e delle nomine per quel che riguarda il mondo del non profit e dell’economia sociale. In l’Italia, in attesa di conoscere la squadra di tecnici al completo, il sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega al Terzo settore è Stanislao Di Piazza.

 

Da sempre vicino ai temi del non profit, Di Piazza si trova a dover affrontare un periodo decisivo e non privo di possibili cambiamenti per il Terzo settore italiano, ed a dover gestire i rapporti fino ad oggi spesso in bilico con alcune organizzazioni specifiche ed in particolari ambiti di intervento. Un compito non facile che il neo sottosegretario, già segretario della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e referente per il sud di “Etica sgr.” (Società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica), porterà a termine senza disattendere le aspettative ad oggi ben più che positive.

 

A più di due mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle Linee Guida sul bilancio sociale degli enti del Terzo settore (vedi il commento di Antonio Fici), qui tracciamo un quadro di quelle che sono le tappe alle quali l’iter di riforma dovrà giungere.

 

Tra le principali e di interesse maggiore per l’attività delle organizzazioni presenti risultano essere:

 

– L’attivazione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore – RUNTS, utile alla tracciabilità ed alle rilevanze funzionali degli enti, in fase di elaborazione il Decreto che definisce le modalità con pubblicazione prevista per il prossimo autunno. Con questo valido strumento si auspica che vengano indicate in dettaglio le procedure di iscrizione, l’individuazione dei documenti e la modalità di deposito degli atti, i precetti per la catalogazione assieme alle modalità di gestione e controllo degli stessi assieme ai dati personali dell’organizzazione inseriti in RUNTS così come disciplinato dall’art. 53 c. 1 del Codice di Ts.

 

– La predisposizione di Criteri e limiti per esercizio attività diverse, art. 6 c. 1 del Codice, è attesa la pubblicazione del Decreto che ne rimodula in parte le prerogative.

 

– I Principi di Riparto e Modalità Attuative del 5 x Mille, modalità per il pagamento del contributo e termini per gli adempimenti dei beneficiari.

 

– L’approvazione del sistema e del regime fiscale da parte della Commissione europea, in fase di preparazione ed inoltro da parte del Governo, la bozza di documento dove verrà evidenziata la connessione con l’apparato fiscale di gestione dell’Agenzia delle Entrate e verranno chiariti alcuni punti di azione e di operato sugli enti di matrice commerciale e non.

 

Questi in sostanza i punti di maggior interesse utili allo sviluppo della struttura del nuovo Terzo settore.

 

Il mondo del volontariato, sempre più organizzato in organismi ed enti di base regionale e locale, chiede che si continui a lavorare in linea con i parametri individuati dal Codice del Terzo settore.
Occorre precisare e rendere più agevoli i meccanismi di assicurazione e previdenza per i volontari e gli operatori del non profit, tenendo bene a mente quelle che sono le condizioni di obbligatorietà sulla copertura assicurativa prevista dal Codice.
Per la conclusione del processo di riforma è necessario il pieno riconoscimento, in ambito formativo ed educativo, delle skills e delle competenze tecnico-operative in grado di essere apprese durante i percorsi di volontariato.

 

Questa fase di approvazione del metodo utilizzato diventa una leva utile alla promozione della cultura del volontariato e delle attività di Terzo settore e più nello specifico per la creazione di nuove figure professionali chiamate ad interagire direttamente per lo sviluppo ed il raggiungimento dei goals dei Centri di Servizio per il Volontariato, delle Reti Associative e di tutti gli ETs così come disciplinati. Tutto questo naturalmente dovrà avvenire in maniera conforme al Decreto atteso (ex art. 96 del Codice) che individua i criteri e i requisiti che gli stessi dovranno seguire grazie al lavoro degli Organismi territoriali di controllo (9 sono già istituti, ne mancano ancora una decina tra i quali: Puglia, Campania, Marche, Veneto).
 

Giovanni Giudetti

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