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Terzo settore

Organizzazione e gestione del Servizio Civile Universale: crescita e sviluppo del settore

Giovanni Giudetti

A due anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 40 del 6 marzo 2017, che istituisce e disciplina il Servizio Civile Universale e rimodula quello nazionale, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale (Presidenza del Consiglio dei Ministri) ha pubblicato la “Relazione sull’organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile nell’anno 2017”, predisposta per la presentazione al Parlamento, ai sensi dell’art. 20 della Legge 8 luglio 1998, n. 230.

 

Con l’introduzione di questa rinnovata fase di programmazione di programmi, finalizzati tra i tanti all’assistenzialismo, alla “protezione civile” e alla salvaguardia del patrimonio ambientale, si è tracciato un quadro del primo anno di applicazione del nuovo sistema organizzativo e gestionale del SCU su base nazionale.

 

Il documento presentato dal Dipartimento, attraverso tre sezioni di analisi, grafici e tabelle, illustra il panorama di attività svolte in linea con quelli che sono i contributi delle Regioni e degli enti locali a tale programma. Più nello specifico la prima sezione illustra le attività condotte e i risultati raggiunti in materia di accreditamento degli enti, di audit e progettazione e di rendicontazione dei soggetti impegnati nel servizio civile. La seconda riassume le procedure di programmazione delle Regioni e delle Province riportando i dati relativi al numero dei progetti presentati, ai criteri di valutazione, alle risorse finanziarie impiegate e al numero di volontari coinvolti, con un approfondimento sulle iniziative di promozione e sensibilizzazione. L’ultima, invece, illustra le attività realizzate dal Dipartimento in modo tale che venga assicurato il procedere della “macchina del servizio civile” attraverso la gestione delle risorse umane e finanziarie fino alla loro diretta pianificazione ed implementazione attraverso la comunicazione documentale dei passaggi realizzati.

 

Il nuovo sistema di Servizio Civile Universale, così come strutturato, è pienamente in linea con quelle che sono le indicazioni che ci vengono date da istituzioni “extra-nazionali” di categoria differente da quella di diritto interno (pensiamo alla possibilità di partecipazione ai bandi per i Corpi Europei di Solidarietà così come per il Volontariato Internazionale con programmi predisposti da ETs e associazioni).

 

I dati parlano chiaro e testimoniano la crescita dei soggetti e dei progetti coinvolti.

 

Con l’appena trascorsa annualità di programmazione, 6 sono stati i bandi pubblicati per la selezione di oltre 52.000 volontari da impegnare in più di 5.000 progetti e i 43.141 volontari avviati in servizio, di cui: 42.369 in Italia, e in particolare il 48,66% nelle regioni del Sud, isole comprese, e 26,34% e 25,00% rispettivamente nelle regioni del Nord e del Centro; 772 all’estero, e in particolare 285 volontari avviati in America del sud e America del centro (36,92%), 215 volontari in Africa (27,85%), 192 in Europa (24,87%), 76 in Asia (9,84%) e infine 4 volontari in Oceania (0,52%).

 

Tra i settori di intervento toccati dal SCU troviamo l’assistenza che assorbe il 55.30% dei volontari partecipanti, di seguito gli ambiti dell’educazione e della promozione culturale con il 27,15% e la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale con il 10,98% degli operatori coinvolti. Seguono l’Educazione e Promozione Culturale con il 27,15%, il Patrimonio Artistico Culturale con il 10,98% e i settori dell’Ambiente e della Protezione Civile che si attestano rispettivamente al 3,63% e 2,94%.

 

Per i programmi su un territorio estero troviamo il 45,21% dei giovani che viene inserito in progetti del settore Cooperazione allo sviluppo mentre il 17,23% nel quadro assistenzialistico e il 18,13% in quello educativo e culturale; la restante parte è stata impiegata invece per i processi di mediazione e cooperazione nelle zone di conflitto, a rischio conflitto o post conflitto, così come in quelle vittime di disastri ambientali e dove è necessario un sostegno diretto alla comunità in loco.

 

Facendo un passo indietro, e ricordando la normativa di riferimento, l’istituzione di un Albo nazionale per il Servizio Civile Universale ha come merito quello di aver semplificato le procedure con il taglio dei soggetti pubblici competenti alla tenuta degli albi. Inoltre in data 3 agosto 2017, il Dipartimento dando attuazione alla Circolare che disciplina le modalità di iscrizione degli Enti all’Albo unico di SCU recante “Norme e requisiti per l’iscrizione all’Albo degli Enti di Servizio civile universale” pone fondamenta utili a quella che è l’organizzazione e lo sviluppo di registri unici e di procedure di controllo che regolino al meglio l’operato dei singoli e degli enti appartenenti al Terzo settore.

 

Inoltre diventa interessante da una lettura dei dati come ci sia una diversa percezione delle indicazioni e degli ambiti di intervento di possibile attuazione a seconda delle aree regionali di provenienza e predisposizione dei singoli e degli enti nei progetti presentati.

 

Occorre altresì sottolineare come gli oneri assicurativi per i volontari in servizio civile per l’anno 2017 ammontino a 1.959.737,25 di euro (rispetto alla somma di euro 1.647.444,16 spesa nel 2016), in crescita rispetto al passato a testimonianza del fatto che maggiori sono i requisiti di copertura ai quali si va incontro e maggiore è la crescita di offerta di servizi riservati per tutti gli stakeholder coinvolti. Inoltre più nello specifico la spesa per la copertura assicurativa sanitaria del personale è stata di 10.380,00 euro.

 

I giovani in SCU non sono destinatari di alcuna copertura da parte dell’Inail e questa è la motivazione principale che incentiva gli utenti a rivolgersi al mercato privato per la copertura dei rischi.

 

La garanzia assicurativa di frequente contempera e copre i seguenti rischi: infortuni, malattia, responsabilità civile verso terzi e assistenza in favore dei volontari del servizio civile per i volontari in attività all’estero. Per i volontari impegnati in progetti in Italia la garanzia è circoscritta al rischio infortuni e alla responsabilità civile verso terzi.

 

È recente il protocollo di collaborazione in attività di formazione e informazione tra CSVnet – Centri di Servizi per il Volontariato in Italia e la CNESC – Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile. I due interlocutori esprimono la loro volontà di sviluppare e potenziare il SCU attraverso una programmazione triennale e una maggiore stabilità dei fondi messi a disposizione.

 

Un importante passo avanti per i due enti di rappresentanza che ogni anno predispongono quasi il 60% dei posti impiegati, numeri che possono giungere fino al 75% se vengono considerate tutte le altre realtà del Terzo settore (8mila sedi di appartenenza e attuazione su una copertura di circa 2300 comuni italiani).

 

Animati dal principio di sussidiarietà, e dalle previsioni normative racchiuse all’interno del Codice del Terzo settore, gli organismi legati al mondo del Servizio Civile sono chiamati ad essere veicolo di interesse sociale e culturale per la crescita e lo sviluppo dei giovani partecipanti alle attività di ciascun ente di appartenenza.

 

Il Servizio Civile Universale, pur non rientrando a pieno titolo fra le categorie di volontariato (così come previste dal Codice del Ts), consolida e garantisce la costruzione di adeguati strumenti di estensione della cultura e delle dinamiche organizzative del volontariato stesso coinvolgendo tutti i soggetti appartenenti a questo panorama così vasto.

 

Giovanni Giudetti

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