NON LOGGATO

Login




Chiesa

La “new social economy” di Francesco per i giovani

Giovanni Giudetti

Ieri 14 maggio 2019 si è svolta nella sala stampa della Santa Sede la conferenza di presentazione di “The Economy of Francesco”, festival che si terrà dal 26 al 28 marzo 2020. L’evento è organizzato da un Comitato composto dalla Diocesi di Assisi, dal Comune di Assisi, dall’Istituto Serafico di Assisi e da Economia di Comunione, e vi parteciperanno più di 500 giovani sotto i 35 anni di età provenienti da tutto il mondo.

 

Dopo la lettera-appello, di Papa Francesco, “Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo” pubblicata lo scorso sabato, viene ribadita la volontà di far emergere i giovani nel tessuto sociale di appartenenza affinché sia stipulato un “patto” conclusivo che affronti i temi economici più rilevanti promuovendo soluzioni concrete per il pianeta.

 

Come dichiarato dal prof. Luigino Bruni, ordinario di Economia politica all’Università Lumsa e consultore del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita: «Sarà un festival dell’economia dei giovani con il Papa, giovani già imprenditori e dottorandi o ricercatori, una via di mezzo tra Greta Thunberg e i potenti della terra».

 

La tre giorni di lavori si svolgerà con un metodo di confronto e dialogo tra pari, saranno i giovani ad essere i protagonisti e a dover presentare un vademecum utile ad indirizzare l’operato dei capi di Stato e dei grandi imprenditori. Questo anche grazie al messaggio di San Francesco d’Assisi e alla sua idea di economia per il sociale spiegata e messa in pratica ancor oggi. Inoltre l’invito del Papa coincide con i 40 anni dalla proclamazione del Santo tra i custodi dell’ecologia.

 

La proposta tiene conto dei giovani e dell’accordo con il Santo Padre necessario per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani.
I Pilastri fondamentali di questo cambiamento dovranno essere quello della giustizia, della inclusione sociale e della sostenibilità ambientale e culturale, tre ambiti fondamentali che rientrano a pieno nella nuova disciplina del Terzo settore e che riguardano a vario titolo le attività di interesse generale per tutti gli Enti e i soggetti coinvolti.

 

L’economia che propone Papa Francesco rivolge un invito a tornare al vero senso dello scambio di beni e servizi per quel che riguarda la gestione delle risorse della comunità di persone affinché venga promosso il bene comune di tutti i soggetti interessati (pensiamo alle persone bisognose così come agli stessi volontari impegnati in diversi compiti e azioni di pura liberalità).

 

L’economia vista come gestione delle risorse in maniera integrata al contesto sociale e culturale di riferimento, e compartecipata tra le istituzioni e gli attori pubblici e privati direttamente coinvolti.
Occorre ripartire dal pensiero di San Francesco e dalla sua concezione di economia di mercato per fare in modo che si realizzi una buona società che riparta dalle persone vulnerabili e da nuovi ambiti di sviluppo sociale e civile spesso trascurati dagli organismi con autorità finanziaria e politica.
Gli strumenti giuridici e le linee guida ci sono, bisogna attingere da questo fiorente bacino per creare i costituenti e i fattori di crescita per la società di domani.

 

Giovanni Giudetti

Vedi anche

Enti religiosi civilmente riconosciuti ed obbligo di adeguamento statutario

Lorenzo Pilon

Terzo settore ed enti religiosi, una nuova prospettiva

Lorenzo Pilon

“Avvenire”. Un metodo per orientarsi

Come si legge “Avvenire”

Marco Tarquinio

“Avvenire”, 24 ore su 24