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Terzo settore

Cooperativa Sociale Cercate, la persona prima di tutto

La Cooperativa Cercate nasce a Verona, nel 1986, per rispondere ai bisogni delle persone in difficoltà, erogando servizi socio-sanitari, e per dare dignità ai soci tramite il lavoro. Uno dei principi su cui si fonda è «tanti servizi, un’unica missione: la persona». Per molti dei 700 soci della Cooperativa, collaborare ad un progetto comune significa «condividere gli ideali di “bene comune” e di servizio alle persone più deboli», puntualizza Fausto Mazzi, presidente della Cooperativa, «per molti altri è anche un’occasione per trovare un lavoro appassionante che coincida con le proprie aspirazioni».

Abbiamo rivolto alcune domande al presidente Fausto Mazzi e al direttore Andrea Friso per mettere a fuoco ruoli e obiettivi di una cooperativa sociale perfettamente inserita nel territorio.

 

Oggi siete tra le più significative cooperative sociali che operano in Veneto. Qualche numero?
Fausto Mazzi: Oggi Cercate conta circa 500 soci lavoratori dipendenti della Cooperativa e oltre 200 soci volontari, che hanno aderito al nostro progetto per libera scelta, rendendo i nostri servizi ancora più radicati nel territorio. A oggi abbiamo servito migliaia di persone. La nostra sede è in Veneto, precisamente a Verona, ma lavoriamo anche in Lombardia, Piemonte, Marche e Lazio. Ci occupiamo della persona nel suo complesso, dall’infanzia alla terza età, erogando servizi per la disabilità, i disturbi psichiatrici e quelli sanitari. Abbiamo sviluppato le aree ospitalità e soggiorni, ma anche i trasporti di persone con difficoltà.

C’è qualche aspetto che vi contraddistingue più di altri?
FM: Ogni ambito ha le sue caratteristiche, i suoi bisogni, le sue peculiarità. Ogni persona è diversa dall’altra. I servizi che offriamo si devono adattare a queste diversità, in modo da dialogare davvero con i bisogni espressi e non espressi. Ciascuno di essi richiede professionalità specifiche e un impegno particolare.

 

Cosa significa il vostro nome?
FM: Viene da una frase del Vangelo «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Matteo 6,33). La nostra cura della persona ha un particolare riferimento ai valori cristiani.

 

Come si fa a rendere questa frase vera nelle azioni quotidiane?
FM: La nostra peculiare caratteristica come Cooperativa Cercate è l’attenzione alla specializzazione e alla professionalità che ci permette di sviluppare servizi con standard elevati basati su un know-how di alto livello senza al contempo disgregare lo spirito originario con cui è stato creato il servizio stesso. Cercate è una cooperativa che negli anni ha mantenuto, sviluppato e accresciuto una particolare sensibilità alle richieste degli istituti e delle associazioni che si ispirano ai valori cristiani, sviluppando servizi seguendo il loro carisma e i loro obiettivi. Senza mai trascurare iniziative di sostegno al volontariato e al mondo del Terzo settore.

 

Quali sono le sfide con cui, come cooperativa sociale, vi dovete confrontare oggi?
Andrea Friso: Una cooperativa, come sistema, necessita di una gestione aziendale molto complessa e dinamica, vicina a quella tipica di ogni grande impresa. I cambiamenti oggi in atto sono molto rapidi e radicali. Per affrontarli con successo è necessario investire sulla qualità integrale del servizio, avere rapporti positivi con il territorio, ottenere le risorse che sono necessarie per sostenere nel tempo le iniziative, le persone, i progetti che i luoghi e le persone ci chiedono. Per realizzare ciò i valori devono essere forti e condivisi.

 

Come si realizza tutto ciò?
AF: La chiave è adottare gli strumenti di gestione aziendale più moderni ed efficaci, tipici delle grandi organizzazioni, legandoli ai valori etici: servono attento controllo di gestione, approccio scientifico ai processi, attenzione alle esigenze dei soci che sono in situazione di difficoltà tramite strumenti di welfare (trasporti, salute, alloggi, ecc.), coinvolgimento dei soci, formazione, sviluppo delle competenze. È inoltre fondamentale per Cercate l’approccio ai soci volontari che sono dei veri promotori di iniziative e trasferiscono idee e competenze per lo sviluppo delle.

 

Le cooperative non sono più settori marginali dell’economia, producono lavoro e idee nuove…
AF: Il modello cooperativo, costituito da soggetti che restano fedeli all’ispirazione originaria, rappresenta senza dubbio una risposta diversa al mondo del lavoro, in quanto si fonda sulla creazione del valore di beni, servizi, in sostanza di ciò di cui abbiamo bisogno tutti i giorni. Tutto ciò viene poi distribuito per soddisfare le necessità delle persone.

 

Un esempio pratico?
AF: Mi viene in mente, tra i tanti che ho visto in questi 8 anni in Cercate, il caso della riqualificazione della Pensione Piemonte a Loreto. Una vera sfida. Si tratta di una struttura di accoglienza, la dimostrazione pratica di come sia possibile trarre valore economico da un’iniziativa che ha creato distribuzione del valore tra le persone che vi hanno partecipato. La Pensione Piemonte è una casa destinata all’accoglienza di pellegrini sita a Loreto nei pressi della Santa Casa. La struttura è di proprietà di un istituto religioso con sede principale in Piemonte che ha affidato alla cooperativa Cercate la gestione di questa struttura e ha chiesto alla cooperativa di supportare la comunità di religiose che abitano lì al fine di rivitalizzarla e potenziarne i servizi proposti ai pellegrini. La cooperativa sociale Cercate ha contribuito a rinnovare l’immagine della struttura, a potenziare la capacità ricettiva, ad assumere nuovo personale, a creare una squadra in grado di gestire al meglio le richieste di attività ricettiva da parte non solo dei pellegrini, ma anche di turisti che frequentano la zona.

 

Ecco il caso di un’iniziativa che ha creato valore e nuovi interventi…
AF: Esattamente. Un altro esempio è la ristrutturazione del Centro diurno per persone con disabilità, avvenuta circa tre anni fa, in centro a Verona. Parlo di un nuovo centro, con spazio all’aperto, che ha l’obiettivo di accogliere gli utenti provenienti da piccole strutture collocate in edifici non sempre dotati di condizioni ottimali per lo sviluppo delle attività. Si chiama CEOD Primavera ed è in vicolo San Domenico: gli utenti si divertono, realizzano quadri e le loro opere sono esposte in luoghi pubblici e nella pensione di Loreto, per esempio. Vengono realizzati anche articoli natalizi e da regalo.

 

Fare impresa sociale significa far entrare nel mercato la solidarietà. Un proposito che si sta riscoprendo, specialmente in questi tempi di crisi economica?
AF: Stiamo affrontando un grande cambiamento, epocale. Siamo in un periodo storico di grandi trasformazioni dove il sistema consumistico tradizionale manifesta tutta la sua criticità e larghe fasce della popolazione non hanno il minimo indispensabile per sopravvivere. La riscoperta del modello comunitario è una grande risposta non solo etica, ma anche sociale ed economica alla rivoluzione attuale.

 

Com’è possibile declinare in concreto la Dottrina Sociale della Chiesa?
AF: Servono valori solidi, condivisi, e molta coerenza, nelle parole e nelle azioni. Ciascun socio partecipa alla missione della Cooperativa in modo del tutto libero e secondo le sue personali convinzioni. La maggior parte delle iniziative sono promosse da chi non è impiegato in modo individualistico solo sui suoi problemi, ma fonda i suoi valori sul futuro, sul bene collettivo. Realizzare dei servizi finalizzati alla cura della persona restituisce dignità a chi li riceve, ma non meno a chi li dà. Si tratta di provare, concretamente, a dare un piccolo contributo al cambiamento, a proporre un’iniziativa, facendosi carico del suo sviluppo. Rendendola possibile.

 

Facciamo un esempio di iniziativa che è strettamente collegata a questi principi…
AF: La maggior parte delle iniziative che abbiamo sviluppato sono state ispirate e guidate da questi principi. Come il SIT, per citarne un altro, dopo Pensione Piemonte e CEOD Primavera. Il SIT è il servizio integrato trasporti per disabili. Abbiamo trasferito le competenze del mondo della logistica, con tutti gli strumenti a oggi utilizzabili di geolocalizzazione e ottimizzazione dei percorsi, nel trasporto delle persone, investendo in tracciabilità dei mezzi e delle persone, finalizzati alla cura dei disabili che hanno bisogno di autonomia. Vi operano all’interno persone disabili con una centrale operativa degna di una azienda logistica avanzata, ma con attenzione reale alla persona.

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