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Terzo settore

Anver, una «risorsa per la famiglia come risorsa»

la Redazione

Anver Onlus è una cooperativa socio-sanitaria-educativa che risponde al bisogno di salute del territorio con un poliambulatorio accessibile a tutti. Alla fine del 1991 l’idea si è concretizzata, nel 1993, poi, la condivisione anche valoriale di un gruppo di specialisti e l’intento di dare stabilità e continuità al progetto hanno reso possibile la costituzione di una cooperativa sociale.

 

In breve, Anver Onlus ha fornito una risposta concreta ai bisogni dell’allora nascente quartiere Verderocca (Tiburtino terzo) di Roma. Oltre alle cure, condotte da giovani professionisti dell’ambito medico-sociale, dall’inizio, viene fornita un’attività formativa ed educativa che rende questa cooperativa sociale un punto di rifermento per le persone di ogni età, estrazione economica, sociale e culturale della zona.

 

«Risorsa per la famiglia come risorsa» è da sempre l’idea guida di Anver, «struttura che accoglie e cura la persona nella sua globalità, perché il benessere individuale si specchia nel benessere di ogni famiglia e dell’intera comunità». Ascolto e cura, ma anche spazio di incontro tra culture diverse: «Crediamo che prendersi cura dei cittadini di un quartiere sia di riflesso positivo anche sul territorio che questi vivono». Perché l’impegno professionale di chi opera in Anver ha consentito, nel tempo, di costruire una significativa relazione terapeutica con il paziente.

 

Anver, dalla nascita, ha voluto organizzare la cooperativa come impresa sociale e non essere dipendente da fondi ed enti pubblici pur collaborando e lavorando a progetti provinciali, regionali e nazionali. Attenta ai bisogni di alcune categorie di persone, la cooperativa ha portato avanti un sistema misto – prestazioni gratuite e a pagamento – per gli utenti. E questo metodo ha dato i suoi frutti, in termini di stabilità e sviluppo. La forte motivazione valoriale dei soci, per il 90% donne, e del consiglio di amministrazione, composto da sole donne, ha fatto il resto.

 

Con il suo ambulatorio polispecialistico, Anver accoglie tutti: i più bisognosi economicamente sono inviati all’ambulatorio da associazioni del territorio, senza differenze di trattamento. Tutti gli utenti possono contare su un rapporto diretto con il loro specialista: «da noi si stabilisce la stessa relazione che si ha con un libero professionista, sempre attento e disponibile alle richieste dei propri pazienti».

 

Nel poliambulatorio si effettuano circa 5.500 prestazioni annue, tra visite specialistiche e diagnostica strumentale.

 

Roma conta oltre 5 milioni di abitanti e quartieri in cui la densità abitativa è in costante crescita. Per questo, la distanza tra gli utenti e la sede a volte può essere notevole, «un divario però colmabile dal servizio che offriamo, considerato che molti pazienti decidono di tornare proprio per il trattamento che ricevono». A servirsi di Anver sono anche persone provenienti da vari luoghi del Lazio e dalle regioni vicine come Umbria, Abruzzo, in alcuni caso anche dal Veneto e dalla Lombardia. «In definitiva, la relazione di cura che si crea da noi è il fattore che supera la distanza».

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